Un caro amico, che lavora nell’ambiente della musica, un giorno di qualche anno addietro mi fa: “ascolta Bersani, questa è una raccolta dei pezzi migliori, secondo me un musicista come te potrebbe imparare dai suoi arrangiamenti.” Mi regala un cd, dove un primo piano di Bersani domina la copertina e io m’immedesimo, nonostante i miei trent’anni suonati da un pezzo, in una ragazzina innamorata, ci mancava solo che stringessi il regalo al petto. Già perché, allora pensavo che Bersani riscuotesse più successo tra il pubblico adolescenziale femminile ma che era comunque l’autore di Giudizi Universali, una canzone di rara bellezza e sentimento: un testo infinito, impastato come caviale su un pianoforte ipnotico, intimo ed emozionante. Ascoltai molte volte il cd e lo collocai nel mio scaffale ideale dei preferiti. Scoprii altri piccoli capolavori in Chicco e Spillo, Spaccacuore (in radio e in tv anche grazie alla Pausini, che fa guadagnare tanti soldini al Bersani che però dichiara che la versione femminile è troppo barocca per l’eccessiva presenza di violini… artisti!), Freak e Il Mostro.
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giovedì 2 dicembre 2010
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