TRANSLATE

domenica 28 novembre 2010

FAZIO VIA MARONI

Seguo con attenzione 'Vieni via con me', ogni lunedì. I complimenti a Fazio e Saviano sono scontati. Per il format, il target e il desiderio di creare uno spazio televisivo, dove non ci sia dibattito. In Italia non siamo capaci a seguire un dibattito ordinato, coerente, sincero, rispettoso delle idee altrui e tante trasmissioni con ospiti che starnazzano con orgoglio e presunzione ne sono la dimostrazione. Quindi tanto di guadagnato. Fazio in particolare ha sempre avuto la capacità di inventare trasmissioni che regalessero exploit eleganti di audience e critica. Stavolta ha portato Saviano al grande pubblico, e lo ha fatto su Raitre, la tv meno incline a prendere ordini dal Governo. Chapeau, o tanto di cappello. Saviano espande la cultura dell'Italia fino alla verità, cioè quel sipario oltre la finzione dei media, dell'opinione pubblica e dell'ignoranza in generale del popolo italiano verso un problema, tutto nostro, che si alza solo sul concetto di trasparenza, pulizia e correttezza nella gestione di ogni vita. 

Andrebbe tutto bene se non attaccassero istituzioni e situazioni che non ne vogliono sapere ancora di alzare il sipario. La poltrona è comoda e lasciarla non vuole nessuno. Per esempio il Presidente del Consiglio affoga negli scandali eppure è ancora aggrappato e lotta come un disperato. Se non lo dà lui il buon esempio, figuriamoci chi altro lo può fare. Il sipario in questione di Saviano è costruito su fatti realmenti accaduti e dimostrati dalla magistratura, quindi nessuno potrebbe affermare il contrario se la legge fosse uguale per tutti, invece nel naufragio italiano c'è sempre qualcuno che mette in dubbio qualcosa, e perché non anche la Legge o addirittura la Costituzione? Insomma, dall'alto s'arrabbiano facilmente e sono pure permalosi e si sfogano come vogliono perché hanno potere che in questi anni è uno stretto parente della visibilità. La tv è un (il) Dio.  Saviano è un millantatore, non è vero niente, anzi, fa i suoi monologhi solo per vendere più libri. Ottima e surreale interpretazione. Il Ministro dell'Interno si adira e di brutto e come quei bambini viziati che ottengono tutto, anche lui va a prendersi quello che vuole: raccontare i suoi successi a Vieni Via Con Me. L'Onorevole si presenta sul palco con un fazzoletto verde, un uomo di classe non ostenta quello che pensa, anzi, se può lo nasconde per le chiacchiere migliori e più intime. Il Ministro doveva esporre una lista, decisa da lui, di successi del suo governato. In franchezza, ce lo vedo poco con la tuta mimetica e il viso coperto da un passamontagna mentre stana un boss. In verità, questo Ministero ha tagliato molti posti di lavoro, sono dati scritti, spero che nessuno contesti. L'Onorevole invece trasforma l'orazione in propaganda e scagiona il suo partito da qualsiasi infiltrazione di cosche, di nord e sud e provincia. Dice la sua. Cosa si poteva chiedergli se non di sedare il suo bisogno di affermazione incondizionata? Niente, bastava lasciarlo sfogare e mandarlo via da te dopo una stretta di mano. Invece no, è qui casca Fazio, ed è probabilmente il vero difetto del presentatore e della trasmissione: quello di essere permalosi e desiderare l'ultima parola per forza. E lì scende al livello di chi lo contesta e apre il dibattito che aveva evitato. C'è d'aggiungere anche che quelle facce tristi, quegli occhi lucidi e quelle lacrime che il Fazio tira fuori con gli interventi più commoventi sono poco credibili per uno che incassa due milioni di euro all'anno e ricordano vagamente uno dei diretti avversari che lavora nella tv privata e di domenica si strazia con casi umani per poi spendere e spandere in vacanza i soldi che ha guadagnato a colpi di audience.

Nessun commento:

Posta un commento